Dimore Storiche - un'opportunità per conoscerne tante grazie alle aperture straordinarie nella Giornata Nazionale ADSI
motivi ispiratori

GIORNATA NAZIONALE DIMORE STORICHE: LA MIA ESPERIENZA DIETRO LE MURA

In occasione della Giornata Nazionale delle Dimore Storiche, promossa ogni anno dall’ADSI, dedico un intero giorno a scoprire alcuni dei palazzi di Firenze che aprono eccezionalmente al pubblico.

Con un’amica c’incontriamo in Piazza SS Annunziata, quella del chiostro con gli affreschi di Andrea del Sarto, e facciamo una tappa brevissima all’inizio della messa.

Alle 10 ci incamminiamo verso Palazzo PEPI per un giro nel cortile

Pur essendo vicino è un po’ tortuoso arrivarci: impossibile andare fianco a fianco per via dei marciapiedi larghi poco più che millimetri. Inoltre il passo è disturbato dal continuo andirivieni di automobili.

Quando arriviamo ci accolgono (nell’ordine) un simpatico micio, un tronco d’albero (unico angolo di verde), e alcuni graffiti di metà ‘500, parecchio simili a quelli delle facciate in Borgo Albizi.

Dimore Storiche - Palazzo PEPI a Firenze - un giro nel cortile

Qualcuno ora obietterà che un cortile non sia molto da far vedere; ma Firenze, non va dimenticato, è SCRIGNO DI INTERNI capaci di suscitare sorprese ancor più grandi degli esterni.

Ecco perché anche solo un cortile vale la pena…

Inoltre

oggi NON parliamo di musei, bensì di DIMORE PRIVATE

NON cioè di un’offerta pubblica, ma di case spesso abitate da discendenti dei nobili di una volta, in cui innanzitutto si RINGRAZIA per l’opportunità inedita di accedere alla vista di qualche pezzo unico, sia esso una statuetta o un porticato.

Nel nostro solitario cortile l’atmosfera è scaldata dalla voce di Maria Callas, e a me sembra di riprendere il filo del discorso operistico dal Museo Zeffirelli in cui ero entrata qualche tempo fa.

La giornata comincia bene.

Completano il quadretto un bel cane, il che non guasta mai, con la sua piccola tutrice a spiegarmi che di mici ce ne sarebbero altri, ma noi oggi proprio non si può… 😉

Dimore Storiche - Palazzo Ximenes a Firenze

In Palazzo XIMENES PANCIATICHI assistiamo a un concerto della Scuola di Musica di Fiesole

che la mia amica non vuole assolutamente perdere (mentre per me è il primo).

Il palazzo si presenta molto elegante, con scaloni moquettati di tappeto passerella color BLU, invece del solito rosso.

Ci sediamo in una sala dove troneggia un lampadario enorme, pieno di cristalli e adornato da una corona di lampadine nella forma di antenate candele.

Per una volta non è il soffitto a catturare lo sguardo, ma gli affreschi: palazzi misti a rovine antiche sulle pareti verde acqua, accanto a cornici e porte in bianco.

Mentre aspettiamo, lo sguardo mi si incrocia con una signora serissima… la cosa mi irrita, mi sembra fuori luogo in un ambiente che a me accende di meraviglia. Rimaniamo a guardarci, e quasi le vorrei rispondere, ma mi trattengo.

Meglio così…

Poco dopo difatti la mia amica mi dirà che quella era la (nobile) padrona di casa e io avrei fatto una pessima figura, essendo ospite in casa sua.

Concerto della Scuola di Musica di Fiesole nelle Dimore Storiche di Firenze

Finalmente entra il giovane, anzi giovanissimo, violoncellista, con lo strumento che in un primo momento confondo con la viola, perché me lo sarei aspettato più grande. Invece no: il più grande si chiama contrabbasso e si pizzica con le dita.

Comincia i movimenti per entrare in concentrazione, prima di toccare fisicamente le corde con cui liberare insieme il magnifico suono.

Veste di nero… sarà forse per passare in secondo piano rispetto alla musica?

Il protagonista qui è infatti proprio lo strumento!

In questa mezz’ora volo con il pensiero alle corti d’Europa orientale, alla nobiltà di un tempo di educazione musicale raffinata

Dimore Storiche a Firenze - Palazzo Ximenes

Sembra quasi che le mani seguano una corrente, la stessa che chiama noi ad essere partecipi dell’atmosfera.

Lo strumento imprime enfasi al suono liberato intorno alla sala, dalle corde non pizzicate, ma “colpite” a seconda dei passaggi con una certa energia.

Mi viene da chiedermi

come si fa a capire una musica così scollegata dai ritmi frettolosi moderni? ASCOLTANDO!

Questo risponde la mia amica…

Come quando si visita una città, prima leggi e poi ci vai, lo stesso funziona con questo tipo di musica.

Ascolta e ascolta, fino che toccherà le corde delle tue emozioni in modo più… familiare!

Dimore Storiche - in terrazzo per una visita all'orto

La giornata è un viavai di bel sole e grigie nuvole, e noi, terminato il concerto, cambiamo di nuovo contesto.

A Palazzo PUCCI siamo prenotate per una visita guidata all’orto

Dopo una bella salita di tante scale, raggiungiamo gli ambienti privati della famiglia, e il gruppo in terrazza (che aspettava solo noi per cominciare).

La nostra guida è un esperto di botanica che lavora come consulente per ristoranti; il suo metodo è coltivare tutto da semi e secondo collocazione strategica delle piante.

Ci fa salire per un’altra scaletta, da cui ci si accorge tutti della chupola vicinissima, ma lui gentilmente ci ricorda che la mitica è lì da secoli e che non scapperà proprio ora che l’abbiamo “beccata” così a tu per tu…

Dimore Storiche - fontana in terrazzo

Pronti per la lezione? Partiamo orsù!

Il basilico velocizza la maturazione dei pomodori, giunti tanti secoli fa dalle Americhe in colore giallo, che si dice sia poi diventato rosso per difendersi dal nostro caldo.

Un certo fiore bianco viene piantato vicino a certe verdure proprio per attirare le coccinelle, soldatini di natura con l’incarico di tener pulito il giardino, nonché alleate delle cipolle nel tener lontani i pericolosi afidi.

La concimazione esiste anche nel VEGETALE, ma guarda un po’!

E infine una completa novità: la pianta del SALE in gabbia!!

Si cristallizza sulle foglie ed è di un tipo che non fa alzare la pressione!

Purtroppo però, oltre che a noi, piace tanto a certi stormi talmente ghiotti da accanircisi sopra fino a distruggerla, motivo per cui dev’essere protetta.

Dimore Storiche - un giardino completo di tutto

All’ora di pranzo io e la mia amica ci salutiamo; continuo le mie visite in Oltrarno secondo un programma pomeridiano un po’ più “tranquillo”, a cominciare da

Palazzo FRESCOBALDI, anche qui c’è solamente un cortile

sfociante in un gran prato verde, con due imponenti magnolie e vista sulla torre della chiesa di Santo Spirito.

Ma per prima vedo un’automobile.

Antico e motori sono una combinazione sempre affascinante.

Vuoi mettere la poesia di una rosellina selvatica insieme allo sfondo di una rovina datata, in un abside “firmato” Brunelleschi?

C’è anche una fontana che ricorda nei dettagli qualcosa delle Rampe del Poggi, pur offrendo solo un laghetto con qualche pesce rosso.

Il giro si fa in breve, eppure ad ogni angolo spunta qualche ornamento in maniera discreta, come a non voler “disturbare”…

Dimore Storiche - cortile del Medio Evo

Assai più povero, a mio parere, quello di

Palazzo ANTINORI ALDOBRANDINI, con solo una facciata medievale e una scala

interrotta subito da una catena.

Dentro, dallo scalone centrale giungo ad un androne con porte di specchi, dove incontro tanti inconsueti effetti originali in bianco e nero.

Dimore Storiche - gioco di bianco e nero con specchi

Mentre aspetto l’ora dell’ultima visita in programma, riposo i piedi seduta sul murone di Palazzo Pitti

Se il tempo mi è clemente come finora è stato, nonostante i nuvoloni che regalano giochi di luce tali da far luccicare l’Arno come fosse un fiume d’oro, riuscirò a finire in bellezza questa giornata che si è rivelata davvero proficua.

E anche Firenze lo è stata nel mio percorso, pochi giorni e saranno tre anni dacché mi sono trasferita.

Non cerco mete facili di vita ideale, ma significati, valori, come già fecero tanti che mi hanno preceduto (Zeffirelli, Dante…). Da tempo non vivo più intorno a faccende di vita solo mia.

Quale città poteva essere più chiave di questa?

Giornata Nazionale Dimore Storiche - torre specola al Giardino Torregiani di Firenze

Finalmente, in fondo a Via dei Serragli, ecco l’entrata del

GIARDINO TORRIGIANI, ultima tappa

È un giardino all’inglese, meno geometrico e più naturale, scandito da punti che simboleggiano il percorso della vita.

Arriviamo ad un monumento dello stesso padrone di casa, ritratto come un giovinetto guidato da Seneca.

Al centro troneggia una torre che veniva usata come specola per osservare le stelle; ci giriamo intorno respirando un gradevole profumo di nichitella, e facendo sosta davanti a una sorta di cripta che simboleggia la morte, in cui io però non c’è luce, e io non entro.

Preferisco la bellezza che c’è fuori, e in ottime condizioni.

Per esempio un tratto delle antiche mura della città, sia del ‘500, costruite da Cosimo de’ Medici, che del ‘700, quando la città era più estesa.

Per finire ci viene concesso di entrare nella serra, alimentata da quello che è il primo impianto fotovoltaico consentito in Toscana.

A fianco, una costruzione simil villa dove nel 1951 venne realizzata la prima sfilata di alta moda in città.

E per finire, salutiamo soddisfatti all’uscita la nostra guida, anzi LE guide, giacché il giovane che ci ha accompagnati nel percorso non andava solo, bensì con canide al guinzaglio!

Dimore Storiche - veduta di siepi nel Giardino Torregiani di Firenze

DIMORE STORICHE ITALIANE: e se si facessero coincidere con qualche gita?

Di solito sono queste le occasioni di scoprire il territorio di casa propria...

Ho già detto lo stesso per le Giornate organizzate dal FAI, poi ho saputo che si aprono anche i castelli; insomma sono tante le iniziative interessanti che vale la pena di andare a CERCARE.

Sul sito ogni dimora è presentata in dettaglio; e informandosi direttamente chissà che per alcune non sia possibile realizzare visite in privato


Un anno dopo… altre dimore, giardini, concerti e incontri!

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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