Torre del Lago Puccini - veduta sul Massaciuccoli qualche estate fa
opera per sempre, Toscana

LA TORRE DEL LAGO DEL MAESTRO PUCCINI

Una via tutta in rettilineo e intitolata a lui, quella che devo prendere. All’andata ho la sensazione che non debba finire mai, nell’ultimo tratto passa pure sotto l’autostrada.

Via Tosca, Via Turandot, poi anche Via La rondine fanno da traverse e portano come nome titoli delle sue opere. Al pontile troverò addirittura un traghetto di nome Manon.

Due signore aprono la porta per sedersi sul marciapiede, come in certi paesi del Sud dove quando fa caldo si cerca un po’ di fresco, e dove tutti si conoscono. Le seguono un gatto e un cane, entrambi di uno smagliante bianco al punto che mi fermo ad ammirarli.

No; non siamo al Sud, ma in una frazione di Viareggio, nei pressi di un lago poco conosciuto, il Massaciuccoli, palcoscenico di oasi naturali protette dalla Lipu e dal WWF.

Torre del Lago Puccini - Villa Orlando

All’epoca in cui Puccini se ne innamorò e volle venire a viverci, la vegetazione era molto più rigogliosa di quello che è rimasto a noi.

Scorgo una serie di rovine con torrette, segno forse di una qualche antica fortezza. C’è anche la Villa Orlando, costruita in stile neogotico e aperta a manifestazioni culturali e matrimoni.

Villa Puccini non è sontuosa, se non fosse per un’iscrizione passerebbe come una tra tante. Mi ci dirigo subito, ma dovrò attendere invece due ore buone perché si entra ad orari fissi.

Torre del Lago Puccini - veduta sul Massaciuccoli qualche estate fa

C’è una passeggiata, ma niente lungolago.

Toccante il monumento a ricordo di Pippo, un cane trovatello adottato dai residenti

Gli è dedicata una tenera poesia: pur ferito da un’arma da fuoco, seppe conservare la fiducia negli uomini, e fu esempio per gli umani di vita coerente con la propria natura. Prigioniero del tempo e dello spazio, come del resto tutti noi; come noi, visse i suoi anni, e poi si addormentò.

Anche di un uomo si ricorda il buono che ci ha lasciato.

Nel caso dell’uomo di questi luoghi è la musica, e io l’ho pensata giusta di portarmi nello zaino un cd con arie d’opera da ascoltare, perché mi aiuta ad entrare in atmosfera: Vissi d’arte, O mio babbino caro

Davanti a me gente sdraiata a ciabatte in aria, col coraggio di stare agganciati a quell’accidenti di minicomputer, con la vista che c’è qui…

È proprio vero che la vita è questione di scelte.

Il sole picchia non poi così tanto; strano anche non veder zanzare…

L’unico angolo in ombra è un bordo panchina a fianco di un cantiere… rettifico(!)

è il Teatro all’aperto dove ogni anno a fine estate si svolge il famoso Festival Pucciniano

Avevo preso il palco per un mucchio di travi, e difatti non capivo perché ci fosse una tribuna.

C’è un po’ più in là un piccolo gazebo, e mi fa venire voglia di curiosare nell’hotel Butterfly. Anche qui fanno matrimoni, e offrono stanze per regalarsi momenti romantici.

Pochissima la gente in giro, meglio così, vuol dire che non ci sarà ressa.

Angolo di riposo per gli uccelli che volano sul lago Massaciuccoli a Torre del Lago Puccini

Il Massaciuccoli è ambiente votato alla tranquillità

Non come i suoi fratelli del Nord, quelli grandi tipo Como e il Maggiore, che son tutto un itinerario dove ti fermi in un posto e poi l’indomani prosegui.

È area di birdwatching, può entrare in scena il Cavaliere d’Italia, un uccello che quando vola emette come un fischio, non credo di averne mai visto uno prima d’ora.

Sono curiosa di sapere che cosa sorge dall’altra parte del lago… vedo infatti in lontananza campanili e un tratto di autostrada. So che dietro le colline sorge la città natale del compositore, la bellissima Lucca.

Baratto 1 euro per un aiuto tramite binocolo, che mi concede non più di un minuto.

Poi mi avvicino all’acqua (per la verità non trasparente), faccio una foto ad un molo di paletti con uccelli dediti alla siesta, proprio nel momento in cui mi passano davanti quattro papere, non faccio in tempo a puntare l’obiettivo che loro si sono già dileguate fra l’erba alta.

Ma perché a tutti i costi una foto?? Come con le montagne del ramo del lago di Como a Lecco…

In fondo è un privilegio essere qui: questi angoli mi danno pace, e io la condivido volentieri.

Mi riavvicino e vedo tre pietroni appena sotto l’acqua; capto riflessi argentei velocissimi, poi li vedo meglio, sono pesci a caccia

A Torre del Lago l'ingresso a Villa Puccini

Suonano le 15:00 e finalmente si apre il cancello!

Non ha l’aspetto di un monumento, al contrario è villa semplice e discreta, con una cancellata ed un giardino curato.

Vietatissimo fare foto.

Poi una gigantografia del Maestro. Come se fosse ancora fra noi.

Torre del Lago Puccini - nel cortile d'ingresso entra lui: il Maestro

Giacomo Puccini, ultimo dei compositori italiani dell’epoca d’oro della lirica

Nato come già detto a Lucca, in una famiglia numerosa, mosse i suoi primi passi musicali prendendo lezioni di violino, ma alla fine decise di fare soltanto il compositore.

Il successo arrivò con Manon Lescaut, la sua terza opera, a cui seguiranno La Bohème, Tosca e Madama Butterfly che gli daranno fama internazionale.

Morì a Bruxelles in cura per un carcinoma, quando in Italia cominciava il fascismo, lasciando incompiuta la Turandot.

Molo sul lago Massaciuccoli a Torre del Lago Puccini in un giorno d'estate

Villa Puccini è museo nazionale ma di proprietà privata

Ad avviare le pratiche per rientrare in possesso della dimora storica fu la nipote Simonetta, figlia di suo figlio Antonio e unica discendente del maestro, oltre che titolare dell’omonima Fondazione per promuovere conservazione e studi su questo patrimonio.

Entrando ci vengono consegnati degli smartphone con le spiegazioni per ogni sala. Per il pagamento del biglietto, regoleremo all’uscita.

Il piano terra comincia con la veranda, che conserva oggetti tipo bombette e il servizio da caffè, dato che era quello il luogo dove la famiglia pranzava.

Poi si prosegue all’interno: ci viene spiegata l’origine dei tanti ritratti, spesso realizzati da amici che frequentavano la casa; c’è il pianoforte con vicino un grande tavolo ampio che consentiva al compositore di spargere i suoi fogli; e ancora un caminetto, uno splendido pavimento a mosaico, tante fotografie e qualche tavolinetto.

Delle diverse stanze, una è stata trasformata in cappella

Vi riposano i resti del compositore, della moglie Elvira, del figlio Antonio, della nuora e della stessa Simonetta, deceduta nel 2017.

C’è poi la stanza da caccia con stivali e fucili.

Al primo piano, in un salottino largo appena per contenere due poltroncine ed un grammofono, si spaparanza un bel gattone…

Nelle camere da letto tutto è come allora, colpisce le stanza molto ampia, il letto matrimoniale per ognuna delle due metà è molto grande.

Tanti dettagli ci riportano a tempi in cui le abitudini erano più semplici e meno di plastica: la tazza da puerpera, il servizio per l’acqua, gli specchi e i mobiletti da toeletta… Anche due studi.

L’impressione quindi è quella di visitare una casa privata più che una casa museo.

Torre del Lago Puccini - il traghetto battezzato Manon

Al negozietto del fine tour ci sono cd non in commercio e libri fra cui anche uno sulla spiritualità.

Unico neo, a mio avviso, è che la persona che ci accoglie, ci apre il cancello, ci dà le audioguide, ci accompagna al primo piano, si mette alla cassa, e per finire ci congeda è… una sola.

Ma forse accadde solo quel giorno…


Il vestito di una Tosca esposto alla mostra Opera Palcoscenico della Società di Parma

Torniamo a riscoprire la lirica? Che cos’è l’opera?

Prendo a prestito il titolo di una recente mostra a Parma, e la definisco anch’io Palcoscenico della Società, cioè specchio di come si vive.

Non è SOLO musica ma scenografia, recitazione cantata, animosità, battaglie, vicende umane e della storia che continuano a riguardarci.

A differenza di un romanzo, che invita all’intimità, questo è uno spettacolo da grande pubblico.

Tante di esse erano storie di amori travagliati, ma intrise di ideali, come quelle degli anni d’oro, di cui

è stato protagonista.

Per continuare il percorso, ho aperto la categoria OPERA PER SEMPRE, dove parlerò anche e soprattutto del mio grande mito Verdi.

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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