Ezio Bosso mentre dirige la sua orchestra (foto tratta dal sito ufficiale)
musica

EZIO BOSSO TRA IL RICORDO DI UN UOMO E IL VALORE SCONFINATO DELLA MUSICA

Nel suo discorso davanti al Parlamento Europeo, Ezio Bosso ha detto che la musica è cultura europea.

Non ci avevo mai pensato:  in effetti i grandi compositori che si suonano in tutto il mondo vengono proprio dai nostri paesi…

Ricordo persino la sonda lanciata tanti anni fa nello spazio che conteneva brani registrati di musica classica, nel caso fosse stata intercettata da extraterrestri.

Ora comprendo meglio come tanti professionisti si prodighino per fondare scuole di musica, come Pavarotti o Bocelli.

La MUSICA esula dal “normale”

e chi non l’ama sospetto che fugga dalle emozioni, un atteggiamento non sano.

Chi ama la musica si sente come più vivo, e il senso di deriva del mondo viene in qualche maniera amplificato. Non si può non soffrirne…

Fa male il dover barcamenarsi in un andamento economico sempre più accidentato, in un crescendo di preoccupazioni che distoglie l’attenzione da quello che è davvero importante, fino a ridurne la percezione del valore.

Purtroppo anch’io sono cresciuta così, perché non ci insegnavano la vita, ma come sopravvivere.

Poi sono diventata una credente, e specialmente da quando ho intrapreso il mio viaggio in Italia, ho cominciato ad aprire gli occhi del cuore, e sono come saltata da una sponda all’altra del fiume.

È una metafora che continuerò a ripetere, perché è l’immagine chiave più precisa che ho.

Non cambia il fiume, mentre deve cambiare l’angolazione da cui NOI lo guardiamo.

Ezio Bosso mentre dirige la sua orchestra (foto tratta dal sito ufficiale)
Ezio Bosso mentre dirige la sua orchestra (foto tratta dal sito ufficiale)

Ezio era uno di noi che ha voluto vivere una vita diversa

Era nato a Torino in una famiglia come tante, come me, ma aveva voluto oltrepassare i confini sia della città che del paese.

Come direttore d’orchestra ci ha lasciato uno sprone motivazionale; divenne figura chiave di tanti progetti di divulgazione della musica, nel modo molto innovativo di andare a legare argomenti considerati colti con la ricerca del coinvolgimento del pubblico.

Mosso da naturali inquietudini dell’animo, ha saputo farne buon uso in beneficio della collettività, legando il proprio talento al concetto di musica da tornare ad ascoltare per tornare a vivere.

La prima volta che ho sentito il suo nome è stato per via di una sua esibizione a Sanremo, io però Sanremo non lo guardo, quindi è rimasto solo un nome in una notizia. Poi un’altra notizia, quella della morte prematura, nella sua casa di Bologna.

Non sapevo nulla di lui, ma lui c’era e ha fatto tanto… Ho saputo di lui quando lui ormai non c’era più.

Basta leggere qualcosa dalla sua biografia per rendersi conto che c’è un vuoto di cui non siamo coscienti.

Chi meglio di uno che ha detto di ascoltare  “a tutto volume il nostro concerto, dobbiamo disturbare i vicini e riempire l’Italia di questa musica meravigliosapuò farci da apripista personale?

Ezio Bosso nel ricordo di Rosanna Virgili (articolo dal blog AlzogliOcchiversoilCielo)
EZIO BOSSO nei RICORDO DI ROSANNA VIRGILI (articolo dal blog AlzogliOcchiversoilCielo)

Ezio ha dimostrato che c’è una dimensione che va ben oltre il concetto di semplice vita dignitosa

Troppo presi dal sopravvivere, è sempre più difficile riconoscere che in discorso del genere c’è un messaggio da prendere molto sul serio, che se siamo nati, vuol dire che la Vita c’è.

Tocca a noi mettere un cartello di stop al disinteresse e cominciare a cambiare abitudini e APRIRE SPAZIO alle cose veramente costruttive.

È solo un PRIMO PASSO, ma decisivo.

Garibaldi disse bene “qui si fa l’Italia o si muore”, una frase che è diventata parabola attuale. Ora anzi è da RI-fare.

Comunque sia, se l’Italia non la si fa, e senza un serio ritorno alla cultura di sicuro no, sarà davvero finita.

Con questo articolo non pretendevo di più che dire la mia, ma tra una correzione e l’altra, sento crescere la sensazione che si stia aprendo un vaso di Pandora

SUL RUOLO DELLA MUSICA NELLA SOCIETÀ - Intervista a Emanuele Torrente
SUL RUOLO DELLA MUSICA NELLA SOCIETÀ – Intervista a Emanuele Torrente

Futuri secoli di progresso tecnologico non cancelleranno la sostanza primordiale dell’uomo

che prima di tutto deve sempre ABBRACCIARE la Vita e imparare da essa.

Conoscere la musica in questo aiuta, come ho detto è un primo passo decisivo. Sono i media che la sviliscono a mero intrattenimento.

Ezio è volato via lasciandoci a riflettere su come non abbia vissuto come uno che aspettava la pensione. Non vivrò nemmeno io così.

Invochiamola questa cultura d’Amore che tanto vogliamo, ma mettendo mano ai fatti.

Gesù disse bene più di tutti:  chi ha orecchi per udire, oda! Se abbiamo orecchi, occhi e cuore, dobbiamo attivarli. È delle basi del vivere in società che stiamo parlando, e del rischio davvero alto di cortocircuito.

Per questo, come per 1000 altri motivi, la musica non va trascurata.

“Credete nella musica!”

invita alla fine del suo intervento…

Se credo io nella musica? CERTO!!!

Fa parte del mistero di un Dio che chiama le cose da morte a VITA.

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

Potrebbe piacerti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.