Orrido di Bellano - l'acqua che scorre come in un canyon
Lombardia

ORRIDO DI BELLANO DA BRIVIDI CON UN TOCCO DI FLAUTO

Per la prima volta dacché viaggio in Italia sono stata a vedere un Orrido, quello di Bellano.

All’ultimo momento ho pensato di aggiungere il pomeriggio a Varenna, distante appena una fermata di treno, e di cui avevo già sentito parlare come di una località in riva al lago che sarebbe un peccato non vedere.

Il tragitto Trenord da Lecco è breve, quando è ora di scendere sono sola in carrozza. L’unica chioma visibile è in lontananza, dietro il filtro di due porte.

Alla comparsa della prima insegna di arrivo a Bellano-Tartavalle Terme il treno rallenta ma non sembra fermarsi. Si ferma infatti non alla prima costruzione, ma alla seconda, più moderna, dove nuovi passeggeri sono già sulla pensilina in attesa di salire.

Credevo di esser sola con la testa di quel qualcuno di prima, invece dietro a me scende una fiumana

Dopo pochi minuti di cammino arrivo in una piccola piazza con chiesa, dove mi fermo un momento, poi prendo lo scalone a destra, altri 2 minuti ed eccomi alla biglietteria.

Pago e parto con l’invito a godere di una “Buona passeggiata!”.

In effetti è stata tutta un’esperienza con timori, musica e un rimpianto finale.

Avete mai visto un Orrido?

Io l’ho scoperto citato nel romanzo Malombra di Antonio Fogazzaro.

Andavo avanti a leggere intrigata dalla storia tutta impregnata di mistero e follia. Passavo avanti quella parola, non capendo però che cosa fosse.

Si trattava di una gita, questo l’avevo capito, quindi doveva essere un luogo specifico. Ma che posto sarà mai per guadagnarsi un nome così tetro…?

Il capitolo sulla gita all'Orrido descritta nel romanzo Malombra di Antonio Fogazzaro (fonte: Wikisource)
Gita all’Orrido descritta nel romanzo Malombra di Antonio Fogazzaro (fonte: Wikisource)

L’Orrido è una gola scavata da un corso d’acqua

Procede fino al lago formando cascate, e scorre lungo un sentiero che fa pensare ai canyon della lontana America.

Poiché però la natura non conosce confini politici, li fa dove vuole, cioè ovunque nel mondo, e quindi (sorpresa!) ce li abbiamo anche noi!!

In Italia se ne trovano vicino a Lucca (Orrido di Botri, in una riserva naturale dove nidifica l’aquila), e al Nord in Piemonte e Friuli-Venezia Giulia, solo per citarne alcuni.

Intorno al lago di Como ci sono l’Orrido di Nesso e quello di Caino (vicino ad Erba); più a Nord ancora se ne trova uno vicino al lago di Lugano, nella zona meridionale in cui non esistono strade.

L’Orrido di Bellano è percorso dal torrente Pioverna, e le rocce che ha eroso in tanti milioni di anni si presentano imponenti pareti a strapiombo lungo un percorso di sola natura e vegetazione rigogliosa.

Orrido di Bellano - la vasca che si trova all'inizio della passeggiata

Dopo i primi passi sulla passerella compare, molto in fondo, la vasca dove fluisce l’acqua in maniera gentile, mentre si ode in lontananza un certo fragore, in un qualche punto più in alto da dove la stessa cade a cascata.

Più avanti il fragore si fa più forte e la cascata più violenta.

Come avevo già detto delle montagne che aprono il lago su Lecco, anche qui ho la stessa sensazione: riguardando video e foto, non hanno catturato la vera essenza del tutto, che risulta più piccolo e più “lento” di quello che è in realtà…

Io davanti a quella cascata ho provato paura (!) ma in particolare non vorrei mi ci cadesse lo smartphone, la tentazione di catturare l’immagine è tanta ad ogni angolo, ma per farlo bisogna esporsi oltre la ringhiera, basterebbe un urto accidentale a farlo cadere.

Fra compagni di visita occorre quindi essere molto rispettosi e pazienti.

La passeggiata ci porta a salire lungo la montagna camminando su una passerella salda e sicura con pavimento a fori, che consente di guardare che cosa succede sotto i propri piedi.

Mentre si cammina spunta la roccia e bisogna fare attenzione ad abbassare la testa.

Ci troviamo nell’entroterra, eppure, proprio come Lecco e l’Adda nel punto di confine col lago dove il paesaggio cambia del tutto (passando da fiaba per canoisti a “terreno” di pescatori), anche qui sembra di essere da un’altra parte.

Più salgo, più spingo lo sguardo all’orizzonte per vedere se mai si arrivi a vedere il sereno ed esteso bacino, come una sorta di presenza amica… Noto che in quel di Como non avevo visto quello che vedo qui, cioè l’incontro fra lago e i torrenti che lo alimentano.

A metà strada fra la stazione e l’Orrido c’è infatti un ponte a fianco dell’antica fabbrica di cotone, ormai chiusa, e lì l’acqua corre verso il lago.

Bellano, lago di Como - l'antica fabbrica di cotone

Il ramo di Lecco è molto diverso da quello di Como; Lecco ha più sapore locale, e oggi anche qui a Bellano la sensazione è di un paese con le sue attrazioni naturali, con le sue chiese e con tanti ricordi che desidera mantenere vivi.

Non che manchino segni di ricchezza a Lecco, ieri sera infatti ho incrociato sul far del tramonto una bella barca ristorante addobbata con luci soffuse per una festa privata. Ammetto tutta la voglia di andarci io ad una cena così… ma per me sarebbe solo una bella serata indimenticabile.

Il piatto forte rimane sempre l’anima del posto che ho bisogno di arrivare a sentire.

È una lezione di vita non da poco, certe esperienze sono il riflesso del NOSTRO modo di vivere; purtroppo è come se tanti vivessero in una specie di stagno emozionale, forse nemmeno sanno che lavorando di più su se stessi possono arrivare ad imparare l’impensabile.

Ho appena finito di appuntare questi pensieri, che un signore in mezzo al gruppo si mette a suonare il flauto. Del tipo che ci assegnavano a scuola, quello che si suona da davanti, ve lo ricordate?

Solo che qui non siamo a scuola, ma in mezzo alla natura, e una tale musichetta arricchisce la passeggiata di un non so che di favolistico, creando una cornice molto gradevole.

Ascolto e sorrido.

Appunto pensieri e proseguo.

In tanti girano completi di macchinari saldamente ancorati ai colli delle rispettive teste, la passerella come ho detto prima è salda, i cani sono ammessi, ma ci vuole autocontrollo, niente corse e non si urla.

Saliamo fino alla fine, ed ecco spuntare all’orizzonte il lago.

Qui ricompare il flautista. Mi compiaccio, sembra di essere come nella valle degli hobbit di Tolkien…

Oltrepassata l’uscita, ci troviamo davanti al Sacrario dei Caduti, la chiesa di San Rocco.

Ci fermiamo per guardare, mentre lui punta il flauto all’inferriata della finestra e suona…

Bellano è noto al mondo come paese degli artisti

Ho scoperto, non senza sorpresa, che proprio qui nacque Tommaso Grossi, scrittore contemporaneo di Alessandro Manzoni (di cui fu anche segretario), e autore di Marco Visconti, un romanzo storico di cui ricordo ancora lo sceneggiato in tv.

C’è un Museo del Latte.

C’è il Sentiero del Viandante, che credo conduca a un’altra chiesetta che vedo più in alto.

Io però torno velocemente in stazione, e mentre aspetto mi rimane tempo per curiosare.

Altra piccola sorpresa: è rimasto tutto come agli inizi del secolo scorso.

La biglietteria ovviamente non è più in funzione, e anche la sala d’aspetto son le panche di legno di una volta.

Bellano, lago di Como - la biglietteria della stazione rimasta come nel secolo scorso

Mentre preparo questo post, seconda sorpresa: Bellano è stato dichiarato borgo fra i più belli d’Italia.

E io che non ho ritenuto di fare un giro nel centro storico, preferendo continuare la giornata altrove… Ora sono imbarazzata.

Ho commesso un errore di valutazione, e dovrò rimediare prima o poi.

D’altronde, le lezioni che meglio s’imparano sono proprio le batoste sul campo.

Ci sarà un’altra occasione, sul lago di Como si torna sempre. Un giorno capiterò a Bellagio.

Per ora rimaniamo col prossimo giro a Varenna.


Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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