presentazione del libro A Superar lo Inferno di Simone Terreni
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Al Conventino Caffè Letterario la felice presentazione del libro A SUPERAR LO INFERNO di Simone Terreni: un violino, il canto XV e qualche messaggio per l’uomo di oggi

Felice presentazione domenica sera del libro di Simone Terreni A Superar Lo Inferno: la crescita personale e professionale con Dante e Virgilio, al Conventino Caffè Letterario di Firenze.

L’autore, un imprenditore originario di Montelupo, si è avvalso della vivace collaborazione di due amici: il violinista Matteo e Riccardo di DANTFLIX, vestito per l’occasione in tonaca rossa.

Riccardo di Dantflix in azione

Si comincia con musica: C’era una volta il West è la firma di Ennio Morricone, un omaggio abbastanza coerente con il tema della serata.

Parliamo infatti di un grande che dopo 700 anni è ancora qui a scuoterci in maniera tale da non poter star zitti, e anzi dover fare qualcosa, proprio come Dante stesso volle fare, rompendo col latino per “scrivere di Dio, la cosa più elevata, nella lingua di tutti”.

In sala anche la fondatrice dell’Osservatorio Astronomico di Montelupo Fiorentino, che a fine serata dirà che se quello che sai rimane dentro muore con te, ma se lo trasmetti rimane nel senso completamente opposto: cioè per sempre.

Simone esordisce con riflessioni che resteranno in cuore ben oltre questo travagliato 2021 che se ne sta andando:

e se la Commedia fosse qualcosa di più che soltanto un grande poema?

La Commedia è una speranza: comincia male ma finisce bene. E se contenesse un messaggio che riguarda anche noi oggi?

Messaggi di questa portata, quando ci sono, sono sempre attuali, e si rivolgono all’uomo in senso universale.

Simone sottolinea – come del resto tutti noi che inseguiamo il Dante persona, ovvero l’uomo che si interroga di fronte ai grandi dilemmi della vita – di non essere né un dantista, né un esperto.

Chi lo è, è da ringraziare per renderci il cammino parecchio meno arduo (senza contare che centri di studi danteschi sono ovunque in tutto il mondo – e questa è una cosetta che fa riflettere…).

Noi però siamo una generazione nuova: APPASSIONATI.

Io ho cominciato con i libri di Donato Massaro, e ora sono curiosa di vedere il prossimo film di Pupi Avati quando uscirà.

Pupi Avati e il nuovo film su Dante

Nel libro a ogni canto corrisponde un argomento diverso. In questa prima presentazione si è voluto prendere in esame il XV°, quello della pioggia di fuoco che tormenta i sodomiti, fra cui Dante ritrova Brunetto Latini, suo maestro caro.

Riccardo legge e commenta verso dopo verso con tono molto partecipativo e modi spigliati, cedendo ogni tanto la parola a Simone che rallenta il ritmo e si sofferma a riflettere.

Per esempio: che cosa pensa Dante del contro natura?

Dante è contro tutti gli eccessi, e qui la sodomia è interpretata come eccesso di una ragione snaturata che insiste per imporsi.

Argomenti impegnativi di cui la Divina Commedia è una ricca miniera.

Mi spiego meglio: un’opera di questa portata non è un semplice relax da preferire all’andamento disordinante di certi ambienti o situazioni. Ci si sente invece trasportati dal Nulla al Tutto, una fiamma si riaccende… Questo è l’effetto che mi fa tornare ai classici.

Altro esempio: “Se segui tua stella, non puoi fallire”. Qui è Brunetto come un padre che consiglia il figlio.

Dante aveva perso il padre in tenera età, e sentiva il naturale bisogno di una figura paterna.

Persino Gesù chiamava Dio Padre.

Anche il vecchio servitore di Don Rodrigo nei Promessi Sposi, sta davanti a fra’ Cristoforo nell’attitudine di un figliuolo” (che il cappuccino benedice).

I figli nascono dai genitori, ma non sono dei genitori. Devono andare per la loro strada. Ma quante volte questo non avviene? E quali conseguenze devastanti si potrebbero evitare?

Dante non può continuare la vita e l’opera di Brunetto nel modo di Brunetto, con mezzi e toni destinati a pochi privilegiati.

Dante deve trovare il suo percorso. E lo troverà andando controcorrente.

presentazione del libro A Superar lo Inferno di Simone Terreni

Simone parla con un trasporto che è difficile non notare al di là delle parole.

Tutti noi viviamo e lavoriamo e ci impegniamo, ma davanti a tanta poesia e musica non possiamo che arrenderci all’evidenza che le emozioni sono il segno di qualcosa di più alto, un sublime che disarma.

Ore prima ero stata ad un incontro mensile in chiesa in cui si parlava della differenza fra essere e apparire, ma in un’atmosfera un po’ troppo carica di ragionamenti. Qui, al contrario, ho come ritrovato un po’ più di vitalità.

Abbiamo una testa per pensare, certo; ma siamo anche fatti per emozionarci… Senza emozioni non si può comprendere appieno il senso della vita come Dio la ha creata.

Qualcuno quest’anno ha ripercorso l’Inferno? Saprà bene quanto il tono sia fortemente drammatico, e si sarà sentito quasi di non farcela…

Dante dapprima è smarrito, sviene, poi però comincia a fare domande, fino a quando arriva a guadagnare sicurezza; ha già sentito le profezie di Ciacco e Farinata, ma ora non ha più paura.

E qui c’è un altro punto importante da considerare:

“i rapporti umani sono fatti prima di tutto di ASCOLTO”.

I Brunetto Latini son quelli che ancora pensano che la conoscenza sia per un voto a scuola, o una specie di distintivo a rafforzare il proprio ego.

Manco da scuola da tantissimo tempo: è davvero così? Allora stiamo sbagliando tutto.

Dante si deve sentire come sempre vivo. E con la semplice forza disarmante di musica e poesia, continuerà a dire cose che riguardano tutti.

Sono tornata a casa con energia, nonostante la pioggia; e mi sono ricordata del perché io vado sempre molto volentieri a conferenze di questo taglio.

La conoscenza e la vita culturale, alla nostra bella età adulta, non sono più approcci di superficie, ma fonte continua di entusiasmo e di un sano orgoglio italiano. Con italiani così, l’Italia andrebbe a vele più gonfie.

Dante è andato oltre il suo tempo, e continuerà ben oltre il 2021; le celebrazioni ufficiali sono la grande occasione da prendere al volo per un nuovo inizio.

Patrizia Zampieri

Anche se amo da sempre viaggiare, è l'Italia che ho nel cuore. Scrivo partendo dal racconto di cosa vedo e vivo in prima persona, spesso cercando le tracce di chi lì ha vissuto. Adoro la musica, e nutro grande interesse per l'arte e la natura. Credo in Dio e nella vita.

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